Proteggere, accompagnare, costruire autonomia: il CIR presenta il Rapporto Attività e il Bilancio Sociale 2025

Un anno di lavoro accanto alle persone rifugiate e richiedenti asilo, ma anche un anno di riflessione sul ruolo che la nostra idea di accoglienza può avere nel costruire comunità più inclusive.

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati pubblica il Rapporto Attività 2025 e il Bilancio Sociale 2025, due documenti complementari che raccontano il lavoro svolto nel corso dell’ultimo anno, i risultati raggiunti e l’impatto generato nei territori in cui operiamo.

In un contesto segnato da importanti cambiamenti in senso restrittivo e lesivo dei diritti nelle politiche migratorie nazionali ed europee, il 2025 ha confermato una convinzione che accompagna il lavoro del CIR dalla sua fondazione ovvero che proteggere significa andare oltre la prima accoglienza e i bisogni primari. Significa, al contrario, sostenere le persone nel percorso verso l’autonomia, favorire l’accesso ai diritti, costruire opportunità di inclusione e rafforzare il dialogo con le comunità locali.

Nel corso dell’anno il CIR ha operato attraverso una rete di progetti distribuiti in diverse regioni italiane, accompagnando richiedenti asilo, rifugiati, minori stranieri non accompagnati, giovani neomaggiorenni, vittime di tratta e sfruttamento e persone in condizioni di particolare vulnerabilità.

Dal sistema di accoglienza SAI ai percorsi di autonomia abitativa, dall’inserimento lavorativo all’alfabetizzazione linguistica e finanziaria, fino alla tutela legale, al contrasto dello sfruttamento lavorativo e alle attività di advocacy, il Rapporto Attività restituisce un quadro articolato degli interventi realizzati nel 2025 e delle reti costruite insieme a istituzioni, enti del Terzo Settore, fondazioni e comunità locali.

Il Bilancio Sociale affianca e completa questa narrazione con uno sguardo rivolto soprattutto all’impatto generato nelle vite delle persone e, di riflesso, anche sulle comunità. Attraverso alcune storie emblematiche, abbiamo raccontato come un intervento tempestivo e personalizzato possa trasformare situazioni di fragilità e a rischio marginalità in percorsi di autonomia. Famiglie che riescono finalmente a riunirsi dopo anni di separazione, giovani che costruiscono il proprio futuro attraverso la formazione, persone che superano gli ostacoli all’accesso alla casa e al lavoro, comunità che diventano protagoniste di percorsi di inclusione.

Tra i temi che hanno caratterizzato il 2025 emergono anche il rafforzamento del lavoro di tutela dei minori stranieri non accompagnati, la promozione dell’inclusione finanziaria, lo sviluppo di nuovi progetti dedicati all’autonomia abitativa e il consolidamento delle attività di advocacy sui principali cambiamenti normativi in materia di asilo e migrazione, in un anno segnato dal dibattito sul Protocollo Italia-Albania, sull’esternalizzazione dell’esame delle domande di asilo e sull’evoluzione del concetto di Paese di origine sicuro.

I due documenti raccontano, da prospettive diverse, la stessa idea di accoglienza: un processo che si misura nella capacità di accompagnare le persone nella ricostruzione della propria vita, valorizzandone competenze, aspirazioni e talenti in grado di contribuire positivamente alla società e di sentirsene parte attiva.

Il Rapporto Attività 2025 e il Bilancio Sociale 2025 sono disponibili qui:

Rapporto Attività 2025 QUI.

Bilancio Sociale 2025 QUI.