Nell’ambito del progetto transnazionale CO.A.ST – My Coming of Age Story abbiamo condotto attività di ricerca sui sistemi di tutela dei minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni in sei Paesi europei, con l’obiettivo di individuare criticità comuni e mettere in circolo buone prassi utili a rafforzare i percorsi di accoglienza e protezione. Durante questo lavoro è emersa con chiarezza l’importanza delle storie individuali: le personalità, i vissuti e le aspirazioni che animano i ragazzi e le ragazze, ma anche l’impegno quotidiano di chi li accompagna nel loro cammino verso l’autonomia. Per questo abbiamo scelto di raccogliere e raccontare alcune di queste esperienze, affinché le loro voci possano contribuire a comprendere meglio la realtà dei ragazzi stranieri in Europa e delle persone che fanno parte del loro sistema di tutela.
La storia che vogliamo raccontare oggi viene dall’Italia: è la storia di Ahmed (nome di fantasia), un giovane di 19 anni, egiziano, arrivato nel nostro Paese a 16 anni e mezzo. Oggi, lavora part-time con un contratto a tempo indeterminato in una caffetteria. Vive a Roma, accolto in un centro SAI, dove resterà fino al compimento dei 21 anni, un risultato ottenuto grazie alla tenacia del suo tutore volontario.
Ahmed è il maggiore di tre figli e l’unico maschio; la madre è recentemente scomparsa e il padre ha un lavoro saltuario. Per sostenere la sua famiglia e ripagare il debito contratto per il viaggio in Europa, Ahmed invia loro regolarmente i soldi guadagnati. A causa di una vita difficile fin dalla tenera età, Ahmed è analfabeta e non ha mai frequentato la scuola, dimostrando però sempre una natura vivace ed energica.
Il suo viaggio in Italia si conclude a Roma nel settembre 2023, dopo aver attraversato il mare, sostato a Lampedusa e brevemente a Perugia, da cui era fuggito per raggiungere la capitale. A Roma, viene inizialmente inserito in un Centro di Prima Accoglienza e poi trasferito in una casa famiglia a Ciampino. Il Tribunale per i Minorenni gli assegna un tutore volontario, che diventerà presto una figura cruciale, specialmente durante la delicata fase di transizione verso la maggiore età.
Durante il periodo di accoglienza, l’iscrizione scolastica di Ahmed ha dato scarsi risultati, portando successivamente alla diagnosi di un ADHD. Nonostante ciò, ha brillantemente portato a termine un corso di panificazione. La sua permanenza nella struttura è stata a tratti turbolenta, con il tutore spesso chiamato a mediare tra il ragazzo, dal temperamento esuberante, e il personale.
Con l’avvicinarsi dei 18 anni, il tutore ha fortemente spinto per la richiesta di prosieguo amministrativo (art. 13), un’istanza che la casa famiglia era restia a presentare data la scarsa adesione alle regole e l’indole del ragazzo. Trovando invece pieno supporto nel Dipartimento, il tutore è riuscito a inoltrare la richiesta.
Al compimento della maggiore età, Ahmed viene dimesso e accolto in via provvisoria in un CARA a Roma. Il pronunciamento favorevole del Tribunale per i Minorenni gli apre infine le porte del centro SAI a Laurentina, dove inizia anche un percorso di incontri periodici con la psicologa della struttura.
A giugno, un amico di famiglia offre ad Ahmed un lavoro in una frutteria a Torino. Nonostante le forti pressioni della famiglia di origine, il tutore, pur mettendolo in guardia dal rischio di sfruttamento, lo invita a partire, convinto che ognuno debba fare le proprie esperienze. Ahmed affronta il viaggio e una giornata di prova a Torino, vivendo in un piccolo appartamento con dieci connazionali. Questa esperienza è sufficiente: l’entusiasmo si spegne, e il ragazzo decide di tornare. Rientrato a Roma il lunedì mattina, la prima persona che chiama è il suo ex tutore, che lo va a prendere alla stazione Tiburtina e gli porta, su esplicita richiesta del ragazzo, un panino tonno e pomodoro, riconfermandosi una figura familiare di conforto e sostegno importante.
Ad agosto, un segno del profondo legame: Ahmed trascorre le vacanze estive in Calabria con il tutore e la sua famiglia, che, superata un’iniziale diffidenza, lo ha accolto come un ospite di casa.
Oggi Ahmed ha compiuto da poco 19 anni e ha festeggiato il suo compleanno con gli amici. L’ex tutore, pur non avendo più un incarico formale, è stato l’invitato d’onore, confermandosi un punto di riferimento essenziale e stabile nella vita del giovane.
*CO.A.ST – My Coming Of Age Story è un progetto europeo dedicato ai minori stranieri non accompagnati – in particolare adolescenti e neomaggiorenni – e ai loro tutori e tutrici per migliorare le forme di sostegno all’istituto della tutela volontaria affinché siano in grado di rispondere ai bisogni specifici dei minori e fornire loro un adeguato supporto nella delicata fase di transizione all’età adulta.
Il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea e lo realizziamo in qualità di capofila insieme a 4 organizzazioni di 6 Stati membri: Alliance des Avocats pour les Droits de l’Homme (AADH, Francia), ELIL – European Lawyers in Lesvos (Grecia e Polonia), KIND – Kids In Need of Defence (Belgio e Slovacchia) e PIC – Pravni Center za Varstvo človekovih Pravic in Okolja (Centro legale per la protezione dei diritti umani e l’ambiente, Slovenia).