Tra diritti negati e bisogni crescenti: il report dello sportello legale di Verona

Nel corso del 2025 lo Sportello legale del Consiglio Italiano per i Rifugiati di Verona ha continuato a rappresentare un punto di riferimento per persone richiedenti asilo, rifugiate e migranti in condizioni di vulnerabilità, offrendo orientamento legale, accompagnamento e accesso ai servizi del territorio.

Il nuovo rapporto annuale restituisce un quadro chiaro: i bisogni restano elevati, le situazioni sempre più complesse e le risposte spesso insufficienti rispetto alla domanda.

Nel 2025 sono state prese in carico 187 persone di 32 diverse nazionalità, per un totale di 280 colloqui . La maggioranza degli utenti è composta da uomini soli, ma resta significativa la presenza di nuclei familiari, neomaggiorenni e persone con fragilità specifiche. Le provenienze principali continuano a essere Pakistan, Burkina Faso e Nigeria, confermando dinamiche già osservate negli anni precedenti .

Uno degli elementi più evidenti riguarda il bisogno di accoglienza. Più della metà delle persone che si rivolgono allo Sportello lo fa, direttamente o indirettamente, per trovare una soluzione abitativa. Nel 2025 le richieste di accesso al sistema SAI sono state 111, un dato stabile rispetto all’anno precedente ma che conferma una pressione costante sul sistema . A fronte di questa domanda, le possibilità di inserimento restano limitate, con un impatto diretto sull’aumento delle situazioni di marginalità.

Parallelamente, continua a diminuire il numero di richiedenti asilo che accedono allo Sportello: 54 nel 2025, in netto calo rispetto agli anni precedenti. Una riduzione che non riflette necessariamente un calo dei bisogni, ma piuttosto gli effetti delle restrizioni normative sull’accesso all’accoglienza, che hanno escluso una parte significativa delle persone dai percorsi strutturati.

Accanto alla richiesta di accoglienza, emerge con forza il bisogno di orientamento legale: informazioni sulla procedura di asilo, supporto per il rinnovo dei permessi di soggiorno, accesso ai servizi e accompagnamento nei percorsi amministrativi. Si tratta spesso di situazioni articolate, che richiedono interventi personalizzati e una presa in carico attenta.

Nel corso dell’anno sono stati inoltre rilevati 22 casi di vulnerabilità, tra condizioni fisiche e psicologiche e situazioni di possibile sfruttamento lavorativo . Proprio il tema dello sfruttamento rappresenta un elemento in crescita, per la prima volta si registrano accessi specifici legati alla richiesta di tutela e informazione in questo ambito, segnale di un fenomeno sempre più presente anche sul territorio veronese.

Il lavoro dello Sportello si conferma strettamente intrecciato con la rete locale. Una parte significativa degli utenti arriva infatti su segnalazione di enti del territorio, servizi sociali e organizzazioni impegnate nel contrasto allo sfruttamento, a dimostrazione di un sistema che, pur tra difficoltà, continua a costruire risposte condivise.

Un’attenzione particolare riguarda le donne che nel 2025 sono state 23, con percorsi spesso segnati da maggiore vulnerabilità e una più frequente attivazione dei servizi territoriali . Anche in questo caso, lo Sportello ha dovuto adattare gli interventi a bisogni diversificati, tenendo conto di contesti culturali, linguistici e personali molto eterogenei.

Il rapporto completo è disponibile QUI