Il nuovo Patto europeo su asilo e migrazione, adottato nel 2024, rappresenta la più ampia riforma del sistema europeo comune di asilo degli ultimi anni. Il Patto si compone di un insieme articolato di regolamenti e atti normativi destinati a ridefinire le regole in materia di ingresso, esame delle domande di protezione internazionale, gestione delle frontiere, solidarietà tra Stati membri e rimpatri.
L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema più “efficiente” e armonizzato, capace di assicurare controlli più rapidi alle frontiere e una maggiore condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri. In realtà, la riforma abbatte il diritto di asilo per come lo abbiamo conosciuto finora. Incidendo infatti modo molto preoccupante sui diritti, sulle garanzie procedurali e sull’accesso alla protezione internazionale attraverso l’introduzione di nuove procedure accelerate, rafforzando la dimensione di controllo delle frontiere dell’Unione e promuovendo meccanismi di esternalizzazione del diritto di asilo.
Nei prossimi mesi, in vista della sua entrata in vigore prevista per giugno, pubblicheremo una serie di analisi dedicate ai regolamenti che compongono questo nuovo quadro normativo europeo.
L’obiettivo è offrire strumenti di lettura chiari e approfonditi su un impianto legislativo complesso, destinato ad avere effetti drammatici sull’accesso alla protezione internazionale, sulle garanzie procedurali e sul rispetto dei diritti fondamentali delle persone migranti e richiedenti asilo.
Il primo contributo è dedicato al Regolamento (UE) 2024/1356 – Regolamento Screening, che introduce una procedura di accertamento preliminare applicabile ai cittadini di Paesi terzi presenti alle frontiere esterne dell’Unione o soggiornanti irregolarmente sul territorio di uno Stato membro.
Lo screening rappresenta il passaggio iniziale che determina l’indirizzamento della persona verso la procedura di asilo, il rimpatrio o altri meccanismi previsti dal Patto, come la ricollocazione o gli strumenti di solidarietà. Durante questa fase vengono effettuati controlli di identità, sicurezza, salute e vulnerabilità, con registrazione dei dati biometrici e compilazione di un modulo consuntivo che accompagnerà la persona nella fase successiva.
L’analisi evidenzia alcuni nodi critici del regolamento, tra cui:
- la “fictio di non ingresso”, che colloca le persone in una condizione giuridica sospesa fino al termine dello screening;
- il rischio di un ricorso estensivo al trattenimento, in assenza di garanzie sufficientemente stringenti;
- le criticità legate alla trasmissione delle informazioni e alla reale comprensibilità delle procedure;
- le questioni connesse al modulo consuntivo e alla sua eventuale impugnabilità;
- il funzionamento del meccanismo indipendente di monitoraggio dei diritti fondamentali, chiamato a vigilare sull’attuazione delle nuove norme.
La fase di screening costituisce un momento decisivo perché è qui che si determina, in tempi molto brevi, il percorso giuridico della persona e il destino al quale andrà in contro.