Foresteria Boncuri Nardò: la voce ai lavoratori

Ogni estate migliaia di lavoratori stagionali migranti raggiungono le campagne del Salento per contribuire a una delle filiere agricole più importanti del Paese. Dietro la raccolta dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole ci sono persone che troppo spesso vivono condizioni di forte vulnerabilità, con difficoltà di accesso ai servizi, all’alloggio, alle informazioni e alla tutela dei propri diritti.

È da questa consapevolezza che nasce il percorso assembleare promosso dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) all’interno del Polo sociale integrato di Lecce in collaborazione con il partner progettuale AEEOS con la partecipazione di FLAI CGIL, ARPAL e Diritti a Sud nell’ambito del programma Su.Pr.Eme. 2, avviato negli spazi della Foresteria per lavoratori migranti stagionali di Nardò allestita con fondi regionali.

L’obiettivo non è soltanto raccogliere segnalazioni o offrire assistenza, ma costruire uno spazio stabile di ascolto, confronto e partecipazione, in cui i lavoratori possano esprimere direttamente bisogni, criticità e proposte.

L’iniziativa mira a superare la logica dell’intervento episodico, strutturando un vero e proprio processo di accompagnamento continuativo per tutta la durata della permanenza dei lavoratori nel campo.

Le assemblee rappresentano infatti un percorso di empowerment che punta a rafforzare la capacità dei lavoratori di organizzarsi, confrontarsi, prendere la parola e smarcarsi da figure intermediarie per costruire una rappresentanza con decisioni proprie capace di dialogare direttamente con le istituzioni. Un processo che restituisce centralità alle persone, valorizzandone la voce e promuovendo una partecipazione attiva nella tutela dei propri diritti.

Attraverso sei incontri distribuiti durante tutta la stagione agricola, il CIR accompagnerà i lavoratori in un percorso costruito insieme a operatori sociali, mediatori interculturali, un’etnopsicologa e un’avvocata esperta in diritto dell’immigrazione. Un’équipe multidisciplinare che favorisce un confronto aperto e orizzontale, capace di trasformare i bisogni individuali in istanze collettive e di rafforzare il dialogo con il territorio.

La prima assemblea si è tenuta il 29 giugno scorso e ha coinvolto quasi 50 lavoratori.

Intervenire sullo sfruttamento lavorativo significa anche creare occasioni concrete di partecipazione. Perché ascoltare le persone che vivono quotidianamente queste realtà permette di individuare soluzioni più efficaci, rafforzare la rete dei servizi e contribuire a costruire un sistema di accoglienza e di lavoro più giusto per tutti.