Il passaggio alla maggiore età rappresenta un momento cruciale nella vita dei minori stranieri non accompagnati, spesso caratterizzato da incertezza e vulnerabilità. Le forme di protezione garantite durante l’infanzia cessano o cambiano radicalmente, lasciando molti giovani senza un sostegno adeguato in una fase fondamentale del loro percorso verso l’integrazione e l’indipendenza.
Attraverso la ricerca che abbiamo condotto nell’ambito del progetto europeo CO.A.ST in Italia e in altri cinque paesi europei, abbiamo esaminato come ogni sistema affronta la delicata transizione dei minori non accompagnati verso l’età adulta.
Francia: protezione giuridica incerta oltre i 18 anni
In Francia, i minori non accompagnati devono dimostrare il loro diritto a rimanere nel paese una volta raggiunta la maggiore età attraverso canali giuridici specifici (protezione internazionale, “admission exceptionnelle au séjour” o permesso per la vita privata e familiare). Possono continuare a ricevere sostegno attraverso il Contrat Jeune Majeur, che consente di estendere l’assistenza fino all’età di 21 anni. Tuttavia, la sua attuazione è spesso incoerente e insufficiente. Le difficoltà di accesso all’istruzione, all’alloggio e ai servizi, insieme alla mancanza di un sostegno strutturato, aumentano il rischio di esclusione sociale e precarietà.
Grecia: brusco taglio con scarsa protezione
In Grecia, le misure di protezione per i minori cessano bruscamente quando questi compiono 18 anni e molti giovani si ritrovano spesso senza alloggio né sostegno sociale. I tutori, spesso sopraffatti, si concentrano principalmente sulle procedure legali, mentre il sostegno concreto all’inclusione e all’assistenza è affidato quasi esclusivamente alle ONG, che dispongono di risorse limitate. L’assenza di un solido meccanismo statale espone molti giovani a gravi rischi quali lo sfruttamento e la marginalizzazione.
Polonia: difficoltà nel monitoraggio dei minori
In Polonia, il raggiungimento della maggiore età non segna necessariamente la fine della protezione legale: è disponibile un sostegno per coloro che ottengono la protezione internazionale e possono quindi accedere a programmi di integrazione che offrono assistenza finanziaria, educativa e abitativa. Tuttavia, molti minori lasciano il Paese prima di compiere 18 anni, rendendo difficile valutare l’efficacia del sistema polacco.
Slovenia: mancanza di protezione dopo la maggiore età
In Slovenia non esiste un quadro giuridico che sostenga i MSNA nella loro transizione verso l’età adulta. Dopo il compimento dei 18 anni, tutte le forme di tutela cessano e non esiste alcun meccanismo che offra assistenza prolungata a coloro che ne avrebbero bisogno, quindi i minori continuano spesso a fare affidamento sul sostegno informale dei loro ex tutori e sull’aiuto di varie ONG. I beneficiari di protezione internazionale ricevono un sostegno aggiuntivo attraverso consulenti per l’integrazione, che non è disponibile per coloro che sono ancora in attesa di una decisione in materia di asilo. L’accesso al sostegno al raggiungimento della maggiore età rimane una delle principali sfide per questi giovani.
Italia: significative disparità regionali
In Italia, il passaggio alla maggiore età dei minori stranieri non accompagnati è regolato da un sistema relativamente strutturato che prevede misure specifiche. Al compimento dei 18 anni, i giovani possono convertire il permesso di soggiorno ottenuto come minori in un permesso di studio, di lavoro o di ricerca di lavoro, a seconda del loro percorso e della valutazione delle autorità competenti. Inoltre, il prosieguo amministrativo consente di estendere l’alloggio e il sostegno fino all’età di 21 anni per coloro che non sono ancora in grado di vivere in modo indipendente. Tuttavia, il successo del processo dipende fortemente dal sostegno dei tutori volontari e dei programmi locali, che spesso sono inadeguati a causa delle disparità regionali e della mancanza di alloggi.
Slovacchia: incertezza giuridica e dipendenza dai tutori individuali
In Slovacchia non esiste un quadro giuridico specifico che disciplini il passaggio alla maggiore età per tutti i minori rifugiati e migranti non accompagnati. I giovani ufficialmente riconosciuti come MSNA possono rimanere nelle strutture residenziali per minori fino all’età di 25 anni, a condizione che stiano studiando o preparandosi per una professione e siano in possesso di un permesso valido o siano sottoposti alla procedura di protezione internazionale. Coloro che non soddisfano questi criteri rischiano di diventare privi di documenti e di perdere forme di sostegno fondamentali. La continuità dell’assistenza dipende spesso dalla disponibilità e dall’iniziativa dei singoli tutori o operatori, con conseguenti percorsi di sostegno disomogenei.
Conclusione
Questa analisi evidenzia chiaramente la complessità della transizione verso la maggiore età per i minori stranieri non accompagnati. Sebbene ogni paese adotti approcci diversi, è evidente che questa fase rappresenta un momento di grande vulnerabilità in tutti i contesti, a causa della riduzione o della perdita delle tutele precedentemente garantite. Sebbene i tutori, le associazioni e le organizzazioni locali siano spesso in prima linea nel fornire sostegno, ciò non è sufficiente a garantire un percorso stabile e sicuro per tutti. È quindi essenziale sviluppare una legislazione più uniforme e sistemi di protezione efficaci che garantiscano continuità e sicurezza, consentendo a questi giovani di costruire il loro percorso di integrazione e indipendenza con maggiore fiducia.
Per approfondire consulta la nostra Scheda QUI.
Per rimanere aggiornati, seguite l’hashtag #ComingOfAge sui nostri canali social.
______________________________________________
*CO.A.ST – My Coming Of Age Story è un progetto europeo dedicato ai minori stranieri non accompagnati – in particolare adolescenti e neomaggiorenni – e ai loro tutori e tutrici per migliorare le forme di sostegno all’istituto della tutela volontaria affinché siano in grado di rispondere ai bisogni specifici dei minori e fornire loro un adeguato supporto nella delicata fase di transizione all’età adulta.
Il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea e lo realizziamo in qualità di capofila insieme a 4 organizzazioni di 6 Stati membri: Alliance des Avocats pour les Droits de l’Homme (AADH, Francia), ELIL – European Lawyers in Lesvos (Grecia e Polonia), KIND – Kids In Need of Defence (Belgio e Slovacchia) e PIC – Pravni Center za Varstvo človekovih Pravic in Okolja (Centro legale per la protezione dei diritti umani e l’ambiente, Slovenia).