È stato presentato il Polo sociale integrato per la tutela delle vittime di sfruttamento lavorativo nei territori di Lecce, Brindisi e Taranto, finanziato nell’ambito del Programma Su.Pr.Eme. 2, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso l’uso complementare di Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 – Obiettivo Specifico 2 Migrazione legale e Integrazione – Ambito di applicazione 2 h) misure di integrazione (Prog. 910) e dal PN Inclusione e lotta alla povertà FSE+ 2021-2027 – Priorità 1 “Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla povertà” – Obiettivo specifico ESO4.9) Promuovere l’integrazione socioeconomica di cittadini di Paesi terzi, compresi i migranti.
Il partenariato è guidato dalla Regione Sicilia, affiancata dalle Regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e da Nova Consorzio Nazionale per l’innovazione sociale.
All’interno delle attività progettuali della Regione Puglia si inserisce il Polo sociale integrato di Lecce, Brindisi e Taranto realizzato dal Consiglio Italiano per i Rifugiati in partenariato con Innovamenti, Aeeos Onlus, ARCI Brindisi e Babele APS. L’intervento prevede l’attivazione e il coordinamento di un sistema articolato di servizi, per intercettare, accompagnare, proteggere e integrare le persone vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo nel territorio di Lecce, Brindisi e Taranto.
Obiettivo del Polo sociale integrato è da una parte realizzare servizi diretti alle persone migranti vittime di sfruttamento lavorativo, per ridurne le condizioni di vulnerabilità e sfruttamento, rafforzarne le competenze e le opportunità di inserimento lavorativo regolare e migliorare le condizioni abitative e sociali. Dall’altra parte l’intervento mira a rafforzare il sistema territoriale per la prevenzione e il contrasto allo sfruttamento lavorativo e promuovere la creazione di sinergie con le istituzioni pubbliche, i servizi sociali, sanitari e del lavoro, per garantire un’efficace presa in carico delle vittime. Il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato non può che essere realizzato in una stretta complementarietà con i servizi pubblici e privati, e il Polo sociale integrato vuole fortemente ancorare il suo lavoro alle realtà territoriali promuovendo interventi complementari.
Cosa è previsto
Verranno sostenute 2.000 persone migranti vittime o a rischio di sfruttamento lavorativo grazie all’attivazione di 4 servizi territoriali a Campi Salentina, a Nardò presso la Foresteria Boncuri nel periodo estivo, a Taranto e a Mesagne. Il progetto si caratterizza per un forte radicamento territoriale e le attività sono declinate per dare risposte ai bisogni che emergono nei diversi contesti locali. Ogni persona viene accolta e seguita da équipe composte da avvocati, operatori sociali, psicologi e mediatori, che definiscono un percorso personalizzato declinato sulla base dei bisogni emersi e che si realizza in stretta sinergia con i servizi territoriali.
Il Polo sociale integrato prevede di accompagnare in maniera integrata 800 persone, offrendo loro un supporto multidimensionale che combina servizi sociali, legali, psicologici, sanitari e di orientamento al lavoro. Accanto a questo, sono programmati percorsi mirati di partecipazione ed empowerment comunitario: 300 lavoratori saranno coinvolti in laboratori civici per la costruzione di competenze di cittadinanza attiva e 500 destinatari parteciperanno a percorsi di orientamento professionale personalizzato, finalizzati a rafforzare l’accesso al lavoro regolare
Il progetto prevede attività di outreach grazie alle quali con unità mobili gli operatori intervengono nei campi agricoli, nei luoghi di lavoro informale e nei contesti urbani caratterizzati da marginalità, per fornire un primo supporto di prossimità e intercettare situazioni di sfruttamento o disagio altrimenti invisibili. L’obiettivo è stabilire circa 1.500 contatti favorendo l’emersione delle situazioni di sfruttamento e l’avvio di percorsi di tutela.
Il Polo sociale integrato offre dei servizi di trasporto calibrati sui bisogni dei destinatari: 450 persone saranno sostenute con i servizi di trasporto, per facilitare la mobilità e l’accesso ai diritti. Obiettivo è facilitare l’inserimento socio-lavorativo e offrire opportunità di partecipazione attiva alla vita sociale, rompendo l’isolamento a cui spesso queste persone sono relegate.
Infine, attiveremo 5 soluzioni di cohousing per accompagnare nel corso del progetto 60 persone verso percorsi di piena autonomia abitativa. Sono coabitazioni pensate per persone che, pur avendo raggiunto un buon livello di autonomia, incontrano ostacoli nell’accesso al mercato immobiliare.
Cosa abbiamo già realizzato nel Polo sociale integrato di Lecce
Nei primi due mesi di progetto il Polo sociale integrato di Lecce si è svolto presso la Foresteria Boncuri e abbiamo già ottenuto importanti risultati. Abbiamo già dato assistenza a 222 persone (301 persone il totale con Taranto e Brindisi), realizzato 185 interventi di assistenza legale, 57 informative sanitarie, 72 interventi di mediazione culturale, organizzato 2 laboratori civico-linguistici che hanno coinvolto 32 persone.
Abbiamo garantito con due van il servizio trasporti per le persone accolte alla Foresteria Boncuri in stretta collaborazione con lo Sportello ARPAL. Abbiamo realizzato 157 viaggi, accompagnando 42 persone verso i luoghi di lavoro, 44 persone verso i servizi essenziali, 8 persone verso attività ricreative. 1.132 il totale degli accompagnamenti fatti.
Con le unità mobili abbiamo stabilito 57 contatti (185 contatti il totale con Taranto e Brindisi).
E il 29 settembre è partita la prima esperienza di cohousing nel Leccese, un’abitazione che ospita 5 lavoratori in uscita dal campo stagionale estivo di Nardò con i quali stiamo consolidando percorsi di inclusione.
Le attività, iniziate il 14 luglio 2025, termineranno il 30 settembre 2028.
QUI la presentazione del progetto con le informazioni dettagliate.
QUI le informazioni sul Polo di Lecce.
QUI le informazioni sul Polo di Taranto.
QUI le informazioni sul Polo di Brindisi.
Per info e contatti: