Aprire un conto corrente dovrebbe essere un passaggio semplice, tuttavia per molte persone non lo è.
Richiedenti asilo e rifugiati si trovano spesso davanti a procedure complesse, richieste che cambiano da un istituto finanziario all’altro. E anche quando si tratta degli stessi istituti le informazioni differiscono da uno sportello all’altro. Il risultato è che un diritto riconosciuto – quello di accedere ai servizi finanziari di base – resta, di fatto, difficile da esercitare.
Senza un conto corrente il percorso di inclusione rischia di arenarsi, non è possibile ricevere uno stipendio in modo regolare, non si riesce a entrare pienamente nel sistema dei pagamenti, si rimane ai margini di una parte essenziale della vita economica e sociale.
Da questa distanza tra ciò che è previsto da un punto di vista normativo e ciò che accade nella prassi nasce il Toolkit per l’alfabetizzazione finanziaria di richiedenti asilo e rifugiati, realizzato dal Consiglio Italiano per i Rifugiati nell’ambito del progetto PAF – Programma di Alfabetizzazione Finanziaria, realizzato in partenariato con Consorzio La Rada (capofila), Associazione Franco Verga – C.O.I., CONNGI e Fondazione ISMU, con fondi FAMI 2021-2027.
Com’è costruito
Non si tratta di una guida teorica ma di uno strumento pratico pensato per essere utilizzato nel concreto. Il Toolkit, infatti, è organizzato in sezioni tematiche che seguono le principali esigenze quotidiane:
- diritti e apertura del conto
- prodotti bancari e carte
- strumenti digitali e pagamenti
- gestione delle spese e risparmio
- invio di denaro all’estero
- credito e prevenzione del sovraindebitamento
- riconoscimento e prevenzione delle truffe
Ogni capitolo si chiude con una sezione di domande e risposte e una scheda pratica, con checklist, avvertenze e indicazioni operative. Questo consente un utilizzo immediato anche nei momenti in cui serve una risposta veloce.
Uno strumento per le persone e per i servizi
Il Toolkit è pensato sia per i beneficiari sia per operatori e operatrici dell’accoglienza, che possono utilizzarlo come supporto nei percorsi di accompagnamento.
Allo stesso tempo, si inserisce in un lavoro più ampio che coinvolge anche istituti finanziari e assicurativi, con l’obiettivo di rendere l’accesso ai servizi più chiaro, coerente e realmente praticabile. Partendo dal presupposto che se un diritto esiste ma non è esercitabile, il problema non è solo individuale.
L’inclusione finanziaria non è un tema settoriale ma una condizione di base per lavorare, vivere in modo autonomo e partecipare alla società. Con questo Toolkit, si intende contribuire a rendere questo accesso più concreto, riducendo ostacoli che oggi restano troppo spesso invisibili ma che incidono profondamente sui percorsi di inclusione.
Il Toolkit è consultabile QUI.
Maggiori info sul progetto QUI.
Foto di Gundula Vogel da Pixabay