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Crediamo che il contrasto alla tratta e allo sfruttamento lavorativo passi dalla costruzione di percorsi alternativi e dignitosi, che mettano al centro i diritti, la tutela e l’autonomia delle persone. Per questo, nel corso del tempo abbiamo rafforzato il nostro impegno accanto a migranti e rifugiati, offrendo supporto legale, psicologico e sociale a chi è stato vittima di sfruttamento, e promuovendo percorsi di fuoriuscita e di inclusione sostenibile.
In contesti caratterizzati da forte precarietà occupazionale e da un ricorso diffuso al lavoro irregolare – come quello agricolo – ci siamo attivati per prevenire situazioni di abuso e marginalità, attraverso attività di informazione, orientamento e presa in carico individualizzata, con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità e promuovere l’emersione delle vittime.
Lavoriamo in stretta collaborazione con enti locali, aziende responsabili, sindacati e associazioni del territorio, convinti che solo un’azione integrata e partecipata possa produrre cambiamenti reali. I nostri interventi si concentrano sul supporto legale, sull’accesso a percorsi lavorativi regolari e sulla valorizzazione delle esperienze delle persone coinvolte.
Diamo particolare attenzione alla dimensione relazionale, promuovendo spazi sicuri di ascolto, fiducia e ricostruzione dell’autonomia personale. Ogni progetto è stato per noi un’occasione per costruire percorsi alternativi, rafforzare i diritti delle persone e ridare centralità alla dignità del lavoro.
Durata: marzo 2024 – luglio 2025
Ente finanziatore: Presidenza del Consiglio dei Ministri
Capofila: Regione Calabria
Partner: Associazione Piccola Opera Papa Giovanni XXIII e CIR
Obiettivo: il progetto “IN.C.I.P.I.T. – Iniziativa Calabra per l’Identificazione, Protezione ed Inclusione sociale delle vittime di Tratta” è finalizzato al contrasto della tratta di esseri umani e teso alla protezione delle vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo, di accattonaggio ed economie illegali, e mira alla successiva inclusione sociale delle stesse, mediante la costruzione di percorsi individualizzati di protezione e reinserimento socio-lavorativo.
Il progetto offre un supporto completo e integrato alle vittime o potenziali vittime di tratta e sfruttamento, articolandosi in diverse fasi: La prima fase prevede attività di outreach per instaurare rapporti di fiducia e individuare precocemente situazioni di vulnerabilità, seguite da un’attenta valutazione dei bisogni individuali. Una volta stabilito il primo contatto, si prosegue con colloqui individuali e congiunti, condotti da operatori socio-legali e psicologi in spazi dedicati, per comprendere a fondo le esperienze e le necessità delle persone coinvolte.
Dal punto di vista socio-sanitario e legale, il progetto prevede l’orientamento e l’accompagnamento ai servizi territoriali, rafforzando così la rete di supporto. Si garantisce la tutela della salute attraverso l’accompagnamento alle strutture sanitarie e la valutazione delle vulnerabilità psicofisiche. Inoltre, vengono fornite consulenze e assistenza legale specifica: ad esempio dando supporto nella denuncia di situazioni di sfruttamento e, quando necessario, nella richiesta di permessi di soggiorno ai sensi dell’art. 18 ter del TUI. Sul piano psicologico, il progetto mette a disposizione colloqui clinici e psicosociali, redazione di relazioni specialistiche e raccolta di memorie, fondamentali per ricostruire il vissuto delle persone assistite.
Infine, in un’ottica di inclusione socio-economica, il progetto promuove l’accesso ai diritti e ai benefici sociali, oltre a fornire orientamento al mercato del lavoro, supporto nella redazione di curriculum vitae e la possibilità di partecipare a corsi di riqualificazione professionale e tirocini formativi. Questi strumenti risultano essenziali per favorire l’inserimento lavorativo e la costruzione di un progetto di vita autonomo e sostenibile.
Durata: marzo 2024 – agosto 2025
Ente finanziatore: Dipartimento per le Pari Opportunità
Capofila: Regione Puglia
Partner: il progetto “La Puglia Non Tratta” è realizzato da un’ATS composta da Cooperativa Sociale C.A.P.S. Onlus (capofila), CIR, Cooperativa Sociale Atuttotenda, Comunità Oasi2 San Francesco, APS G.I.R.A.F.F.A., Cooperativa Sociale Medtraining, Associazione Micaela Onlus, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, CIR e APS Mondonuovo.
Obiettivo: “La Puglia non tratta” è un progetto volto a far emergere da situazioni di sfruttamento lavorativo e/o sessuale persone vittime di tratta, siano esse uomini, donne o minori. L’iniziativa opera in favore del reinserimento sociale e lavorativo oltre che a offrire assistenza sanitaria e psicologica a persone che si trovano o si sono trovate in una grave condizione di sfruttamento.
Il progetto offre percorsi integrati di supporto sociale, legale e psicologico rivolti a vittime e potenziali vittime di tratta e grave sfruttamento lavorativo. Le attività iniziano con il primo contatto, mirato a identificare precocemente le situazioni di vulnerabilità e instaurare un rapporto di fiducia. Seguono colloqui individuali e di équipe (area legale, sociale e psicologica), per un’attenta valutazione dei bisogni. L’assistenza si sviluppa quindi in modo trasversale, combinando il supporto psicologico, l’assistenza legale e l’inclusione socio-economica. Vengono garantiti accompagnamento ai servizi sanitari e sociosanitari, consulenze legali personalizzate volte alla tutela dei diritti e alla regolarizzazione del soggiorno, oltre a percorsi di orientamento al lavoro, formazione e tirocini per favorire l’autonomia e l’inserimento lavorativo.
Tra le iniziative di integrazione spicca “Il laboratorio su e per i diritti”, condotto presso il campo per lavoratori migranti stagionali di Nardò con il coinvolgimento di istituzioni e organizzazioni locali, per sensibilizzare e rafforzare la consapevolezza dei diritti tra i beneficiari. Il progetto infine assicura un raccordo tra il sistema antitratta e quello di protezione internazionale, accompagnando le persone verso percorsi di regolarizzazione e inserimento.
Durata: 14 luglio 2025 – 30 settembre 2028
Ente finanziatore: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso l’uso complementare di Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 – Obiettivo Specifico 2 Migrazione legale e Integrazione – Ambito di applicazione 2 h) misure di integrazione (Prog. 910) e dal PN Inclusione e lotta alla povertà FSE+ 2021-2027 – Priorità 1 “Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla povertà” – Obiettivo specifico ESO4.9) Promuovere l’integrazione socioeconomica di cittadini di Paesi terzi, compresi i migranti
Capofila: Regione Sicilia
Partner: Regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Nova Consorzio Nazionale per l’innovazione sociale.
Obiettivo:
contrastare lo sfruttamento lavorativo, il caporalato e le situazioni di marginalità estrema vissute da persone migranti nelle regioni del Sud Italia (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania). Il progetto nasce nell’ambito della strategia nazionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e prosegue, innovandoli, i percorsi già avviati con i programmi Su.Pr.Eme. e P.I.U. Su.Pr.Eme.
Descrizione del progetto
Il progetto si articola in quattro aree di intervento che, insieme, costruiscono un approccio integrato al contrasto dello sfruttamento. La prima area riguarda la governance e l’innovazione: attraverso tavoli territoriali di contrasto al caporalato, attività di formazione per istituzioni e comunità locali e il rafforzamento dell’associazionismo migrante, si promuove la partecipazione attiva e la definizione condivisa di strategie di intervento.
La seconda area è dedicata all’emersione delle situazioni di sfruttamento e include strumenti concreti come l’Helpdesk interistituzionale multilingue, il sostegno alle task force ispettive e un sistema di budget individuali che garantisce ai beneficiari un percorso personalizzato di empowerment socio-lavorativo.
La terza area si concentra sull’integrazione e sulla presa in carico multidimensionale: Poli Sociali Integrati, azioni di outreach e mediazione interculturale, servizi di trasporto sociale, soluzioni di co-housing e abitare inclusivo, percorsi formativi e progetti di agricoltura sociale innovativa sostengono l’autonomia dei migranti e favoriscono un accesso dignitoso a casa, lavoro e diritti.
Infine, la quarta area riguarda la conoscenza e la comunicazione: campagne di sensibilizzazione, attività di informazione e formazione per giornalisti, eventi pubblici e storytelling contribuiscono a diffondere una nuova narrazione sul fenomeno migratorio e sul contrasto allo sfruttamento, rafforzando l’impatto delle azioni sul territorio.
Grazie a questa architettura multilivello, P.I.U. Su.Pr.Eme. non solo interviene direttamente a sostegno delle persone migranti più vulnerabili, ma punta anche a incidere sul sistema istituzionale, sociale ed economico per renderlo più inclusivo, giusto e sostenibile.
Durata: Gennaio 2021 – Dicembre 2022
Ente finanziatore: REC – Right, equality and citizenship programme

Obiettivi del progetto: il progetto SARAH ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza – tra i policy-makers di quattro Stati membri dell’Unione Europea – sulla violenza di genere, sui diritti delle vittime tra la popolazione migrante e sulle sfide che queste persone devono affrontare per accedere ai servizi di assistenza. Il progetto ha inoltre ha lo scopo di sviluppare strumenti per migliorare l’accesso delle donne migranti vittime di violenza di genere ai servizi di sostegno.
Il progetto si basa sui risultati di un altro progetto finanziato dall’Unione Europea che ha identificato un metodo di consulenza per le donne rifugiate vittime di violenza di genere (CCM-GBV) implementato tra il 2017 e il 2019 che include un MANUALE e dei materiali di formazione sviluppati nel corso del progetto. Obiettivo del progetto è che i risultati siano di ispirazione per i governi e le organizzazioni al fine di proteggere e assistere meglio le donne migranti, per ridurre il rischio di fenomeni di violenza di genere e per migliorare le risposte di quanti offrono servizi legati a questo fenomeno.
Attività del progetto: Le attività del progetto si svolgono i 4 stati membri dell’UE: Germania, Grecia, Finlandia e Italia. Il progetto è coordinato dall’European Institute for Crime Prevention and Control (HEUNI) e da altri partner come il Consiglio Greco per i Rifugiati (GCR) il SOLWODI Deutschland e.V, il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) e il Setlementti Puijola in Finlandia. E’ previsto:
Nell’attuazione del progetto ci siamo impegnati a rispettare i seguenti principi:
Risultati del progetto:

This project is funded by the Rights, Equality and Citizenship Programme (REC 2014-2020).
Durata: Gennaio 2020 – Gennaio 2022
Ente Finanziatore: Commissione Europea – Fondo AMIF
Capofila: Forum Refugies – Cosi (Francia)
Partner: CIR, Immigrant Council of Ireland (Irlanda), Organizace Pro Pomo Uprchlikum ZS (Rep.Ceca), Commission des Eglises Aupres des migramts en Europe Aislbl (Belgium).

Obiettivo del progetto: Il progetto intende favorire l’identificazione di rifugiati e beneficiari di protezione sussidiaria vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo (donne ed uomini) allo scopo di individuare i loro bisogni specifici in relazione ai processi di integrazione nella società di accoglienza con un approccio mirato alle loro situazione specifica. il progetto propone di analizzare il nesso fra la protezione internazionale e il traffico di esseri umani attraverso il prisma dei bisogni specifici dei beneficiari di protezione internazionale vittime della tratta a scopo sessuale e lavorativo. Si mira inoltre a fornire alle autorità nazionali e alle organizzazioni della società civile gli strumenti per affrontare le questioni trasversali dell’integrazione (protezione, alloggio, riabilitazione, accesso al mercato del lavoro, formazione, inclusione, sostegno psicosociale e sicurezza) e per migliorare le relazioni e il partenariato con le altre organizzazioni. Tale strumento saranno un toolbox europeo e nazionale (tarato ad hoc per ciascun paese partner secondo quanto emerso dalla ricerca), che consentirà ai professionisti di settore di individuare e rispondere quanto più efficacemente ai bisogni e alle esigenze specifiche dei beneficiari.
Principali attività:
Prodotti di progetto nazionali:
Prodotti di progetto europei:
